Gli F-104 in Vietnam, Operazione "Two Buck"

Thailandia 1967
"Snoopy Sniper" l'F-104C del Maj. Herb Drisko (in tuta di volo).
Sullo "Spillone" si è detto tanto e si è scritto di tutto, e devo ammettere che anche il sottoscritto ha letto tutto ciò che c'è da leggere sullo Starfighter; checché se ne dica, è stata una macchina importantissima per la NATO e le forze aeree negli anni della Guerra Fredda, dimenticando che lo Starfighter operò anche nel Sud-Est asiatico durante il conflitto del Vietnam. I piloti veterani di questo rischieramento, hanno contribuito non poco a ricomporre il puzzle di questa vicenda, alcuni dei quali, hanno continuato a volare sullo Starfighter come il compianto Tom Delashaw che prestò servizio nel 479Th TFW, e continuò a cavalcarlo come pilota privato, a dimostrazione, che per tutti i piloti che hanno avuto il privilegio di sedersi su quell' angusto cockpit, lo "Spillone" era come una seconda pelle, per tutti gli altri è un mito e una leggenda.

I Caccia degli anni della rinascita: Aeronautica Militare una potenza occidentale.

Il simbolo di una rinascita l'F-104 Starfighter, il caccia più longevo
dell'AMI.
Da un certo punto di vista, possiamo dire che la rinascita della nostra Aeronautica, ha avuto inizio dopo l'8 settembre del 1943, quando entrò in vigore l'armistizio proclamato alla radio dal Generale Badoglio. Le conseguenze furono tragiche, l'Italia era divisa in due: a Nord si rifugiarono tutti i militari e i gerarchi che appoggiavano Mussolini compresi i tedeschi, quest'ultimi avevano preso possesso di tutti i territori dal Lazio in su comprese le zone appartenenti al Triangolo Industriale, con la quasi totalità delle industrie aeronautiche; a Sud si erano rifugiati i Reali, stabilendo la loro sede a Brindisi, e proprio nel brindisino venne istituito il nuovo comando della Regia Aeronautica o Aeronautica Cobelligerante, contrapponendola alla ANR - Aeronautica Nazionale Repubblicana, che cooperava assieme alla Luftwaffe a difesa dei territori occupati. Quindi la coccarda tricolore iniziò a fregiare tutti i velivoli del Sud, fino alla definitiva disfatta dell'Asse. La Regia Aeronautica dopo il referendum istituzionale del 2 giugno del 1946, che sancì il definitivo passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, perse l'aggettivo "Regia" divenendo l'attuale Aeronautica Militare.

I caccia supersonici italiani: i gioielli di Sergio Stefanutti.


Aerfer Sagittario II.

Nell' immediato dopoguerra, in Italia, tra i vari settori produttivi che uscirono fortemente compromessi dalla Seconda Guerra Mondiale, quello industriale aeronautico, ubicato prevalentemente nel Nord, fu uno dei più colpiti. Tutte le industrie del settore, anche se forti di una manodopera abbastanza qualificata, soprattutto dal punto di vista della lavorazione dei metalli e della meccanica, non erano in grado di poter garantire una minima produzione che li rendesse competitive in ambito europeo e mondiale. La maggior parte del mercato era "monopolizzato" dalle industrie americane, che ebbero la possibilità, durante il periodo della guerra, di poter investire in progetti e ricerca. Fu proprio grazie al Piano Marshall del 5 giugno del 1947, che le nazioni sconfitte, ebbero l'opportunità di rimettere in moto le proprie industrie: il Piano Marshall prevedeva oltre che una serie di aiuti per elevare il tenore di vita della popolazione europea reduce da una lunga ed estenuante guerra, una serie di aiuti economici, volti a stabilizzare le condizioni finanziarie degli stati, e di conseguenza, promuovere e favorire il commercio con l’estero. Ma altresì l’ European recovery programm (abbreviato in ERP – ossia la denominazione burocratica del Piano Marshall), si tradusse in una serie di aiuti anche militari dovuti essenzialmente alla “smisurata paura” da parte degli USA, che il comunismo di Stalin – che adesso era un nemico - potesse radicarsi in Europa, e soprattutto in Italia, dove il PCI era il partito più forte e numeroso del continente.